I valori normali climatici sono i valori medi, o caratteristici, di una variabile climatica in un periodo di
riferimento sufficientemente lungo. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha fissato a
30 anni la durata del periodo di riferimento.
I normali sono stati definiti dalla WMO nella prima metà del ventesimo secolo con l’obiettivo di
consentire il confronto tra le osservazioni di tutto il mondo, assicurando la coerenza fra le
informazioni dei diversi servizi meteorologici; un impiego più esteso dei normali si è lentamente
sviluppato nel corso del tempo. I normali vengono utilizzati per due finalità principali (WMO, 2011). In primo luogo costituiscono un
insieme di valori di riferimento rispetto ai quali confrontare le osservazioni e calcolare le serie di
anomalie, cioè gli scostamenti dai valori normali. Di particolare rilievo e attualità è, ad esempio, la
serie della temperatura media globale espressa come serie di anomalie rispetto al valore normale
globale. Inoltre, i valori normali vengono utilizzati per fornire una base di riferimento rappresentativa
del clima attuale o del passato recente in un determinato luogo. Il metodo più appropriato di calcolo dei valori normali dipende dalla finalità: quando i normali
climatici vengono utilizzati come riferimento, devono essere calcolati su un periodo standardizzato a
livello internazionale, stabile e valido per molti anni; al contrario, quando i normali sono utilizzati per
stimare le tendenze in corso, vengono calcolati in un periodo più recente, aggiornato frequentemente,
soprattutto se un parametro climatico (per esempio la temperatura media) presenta un trend (WMO,
2007).
Tenendo conto delle due finalità, sono stati calcolati i normali climatici di temperatura (media, minima e massima) e di precipitazione cumulata, secondo i criteri specifici definiti dalla WMO. A questo scopo, sono state utilizzate le serie temporali disponibili attraverso il Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA; Desiato 2007; Desiato et.al., 2006, 2007, 2011). I valori normali sono stati poi spazializzati attraverso algoritmi geostatistici e vengono presentati sotto forma di mappe.